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Rolande Falcinelli
Biografia



Rolande Falcinelli nacque a Parigi il 18 febbraio 1920.

Prima musicista in una famiglia di pittori, iniziò giovanissima a suonare il pianoforte e il violino. I suoi studi al Conservatorio Nazionale Superiore di Musica di Parigi (teoria e solfeggio, armonia, contrappunto, fuga, accompagnamento al pianoforte, composizione) furono coronati da una ricca serie di primi Premi.

Pensava di avviarsi alla carriera di accompagnatrice di cantanti d’opera e, infatti, iniziò a collaborare con dei cantanti, in modo particolare con una cantante wagneriana (a 70 anni era ancora in grado di suonare al pianoforte qualsiasi opera di Wagner!) ma lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale bloccò il suo progetto di ingresso nella classe di pianoforte al Conservatorio e il suo professore di composizione, Henri Büsser, le consigliò di tentare con l’organo.

Alla fine del 1940 iniziò con questo strumento assieme al suo condiscepolo della classe di composizione, Gaston Litaize, e, poco dopo, incontrò Marcel Dupré … Da questo momento realizzò un percorso fulminante ottenendo, nel 1942, il primo Premio in organo e composizione, nella classe di Marcel Dupré al Conservatorio di Parigi, dopo un solo anno di studio!

Sempre nello stesso anno, otteneva il secondo Grand Prix de Rome, il Premio Halphen e il Premio Rossini conferito dall’Accademia delle Belle Arti. A quell’epoca, era una giovane compositrice che godeva dell’appoggio di Arthur Honegger, Florent Schmitt, Philippe Gaubert, Olivier Messiaen …

Iniziò allora ad assumere rilievo in veste di interprete e compositrice, come testimoniano le sue prime composizioni organistiche ed i suoi programmi di concerti, fra i quali ricordiamo il famoso ciclo del 1948, alla Salle Pleyel e alla Radio francese, in cui interpretò la totalità dell’opera organistica di Marcel Dupré composta fino ad allora.

A partire dal 1945 si impose come l’interprete di riferimento delle grandi opere di Marcel Dupré, orientandosi così verso quello che sarebbe diventato il vero « sacerdozio » della sua carriera di concertista.

Nel 1950 compì una memorabile tournée di concerti di due mesi negli Stati Uniti ed in Canada, suonando (e registrando) delle opere di alto virtuosismo, come le Esquisses di Dupré o la prima esecuzione dei suoi Poèmes-Études (1948), la raccolta di brani più difficile che sia mai stata scritta per l’organo. Proseguendo sulla via aperta da Marcel Dupré e Jeanne Demessieux, Rolande Falcinelli spingeva ancora più lontano i limiti del virtuosismo organistico, a tal punto che questi Poèmes-Études sono stati finora dominati soltanto dalla compositrice stessa e, per uno di loro – La Guitare enchantée – da Jean Guillou, nel 1955, e da Hampus Lindwall, nel 2007! Costituiscono una sfida che sarà senz’altro raccolta dalle giovani generazioni, poiché la legge dell’evoluzione della tecnica stabilisce che, attraverso i secoli, ogni opera reputata ineseguible entri poi nel repertorio delle generazioni successive. Durante la sua tournée in America del 1948, Marcel Dupré seguiva con affettuosa attenzione la composizione di questa raccolta, come è testimoniato da un ricco scambio epistolare; da Charleston (Virginia) scriveva alla giovane compositrice (31 ottobre 1948): « La Guitare Enchantée: ci sarà della gente che quando vi ascolterà e vi vedrà suonare una nuova Campanella con i piedi, vi chiamerà "la chitarrista incantatrice" »

Diverse opere di Dupré (Quartetto per organo e archi, Vitrail, Paraphrase sur le Te Deum ) o di Langlais (Diptyque per pianoforte e organo, in veste di pianista) sono state create, in prima esecuzione, da Rolande Falcinelli nel corso della sua carriera, e la sua attività di concertista l’ha condotta in Germania, Gran Bretagna, Italia, Svizzera, Austria, Belgio e Svezia. Le radio tedesca, francese, belga e svedese hanno registrato diversi suoi concerti.

Nel 1945 venne nominata organista titolare del Grande Organo della Basilica del Sacro Cuore a Parigi, prima donna in Francia ad essere insignita di un incarico in una chiesa così importante; avrebbe conservato questo titolo fino al 1973, affiancata, dal 1963, da Daniel Roth che divenne poi il suo successore.

Nel 1948 venne nominata professoressa al Conservatorio Americano di Fontainebleau e supplente di Marcel Dupré al Conservatorio di Parigi. Nel 1951 fu nominata professoressa d’organo alla Scuola Normale di Musica e, a partire dall’ottobre 1954, a seguito della nomina di Marcel Dupré a direttore del Conservatorio Nazionale Superiore di Parigi, assunse la successione come professoressa d’organo e di improvvisazione. Il suo insegnamento al Conservatorio di Parigi, durato trentadue anni, fu coronato da sessantasei primi Premi.

E’ importante precisare che l’amore per il suo primo strumento, il pianoforte, non venne mai meno e che, una volta raggiunta la maturità, ricominciò a dare concerti come pianista, specialmente per riprovare l’emozione dello scambio musicale con altri partners di musica da camera: fu così che, dopo aver interpretato le opere per pianoforte e organo di Dupré in veste di organista (con Jean Doyen al pianoforte), rifondò un duo pianoforte e organo, questa volta come pianista (con Marie-José Chasseguet all’organo), presentando opere di Marcel Dupré, Jean Guillou, Flor Peeters, Jean Langlais; a sua volta, arricchì il repertorio di questa formazione con una propria composizione, la raccolta Aphorismes.

Suonò anche con il violinista americano Jason Meyer, interpretando le grandi Sonate per pianoforte e violino della scuola di Franck, di Louis Vierne, di Marcel Dupré e anche il suo Sine Nomine per viola e pianoforte. Sophie-Véronique Cauchefer-Choplin (una delle ultime diplomate delle sue classi di interpretazione e di improvvisazione) aveva del resto notato fino a che punto Rolande Falcinelli sentisse la nostalgia di non potersi dedicare più spesso al pianoforte …

Numerose opere furono dedicate a Rolande Falcinelli, fra le quali il Quartetto per organo e archi di Marcel Dupré, le Dix-huit Variations per organo di Jean Guillou, l’Incantation pour un Jour Saint di Jean Langlais, le Variations sur un Noël imaginaire di Pierre Wissmer, il Psaume pour notre temps di Antoine Tisné …

Maurice Duruflé la qualificò come « personalità eccezionale della musica francese »; Jean Langlais diceva di « citarla come esempio » per via del suo « sentimento della spiritualità di altissimo livello »; Olivier Messiaen le scriveva: « la sua tecnica è prodigiosa e suona splendidamente, come Marcel Dupré (ed è il complimento più grande che le si possa fare!)».

Come compositrice (con al suo attivo un catalogo di 74 numeri d’opera), Rolande Falcinelli ebbe sempre a cuore la regola d’oro di Marcel Dupré « ricollegare l’organo alla musica in generale ». Di conseguenza, oltre a numerose opere per organo, clavicembalo, pianoforte, voce, orchestra, compose importanti lavori per organo e pianoforte, organo e violino, organo e viola, organo e due viole, organo e violoncello, organo e flauto, organo e voce, organo e orchestra.

Il suo stile è caratterizzato da un linguaggio armonico tormentato e drammatico sul quale s’innesta un lirismo nobile e generoso, da un espressività densa in cui si passa rapidamente dal pieno fulgore ai colori più cupi, e da una libera modalità arricchita dal contatto con le musiche orientali.

Ogni anno era a capo della Giuria del Centro Studi di Musiche Orientali (CEMO) a Parigi. Studiò in modo particolare la musica tradizionale persiana (grazie a contatti privilegiati con Nelly Caron, Dariouche Safvate e Djamchid Chemirani) e compose durante gli anni ’70 tre capolavori basati su modi, ritmi e temi iraniani (Mathnavi, Miniatures Persanes, Azân).

Rolande Falcinelli è morta a Pau l’11 giugno 2006.









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